Stampa

VIOLENZA DI GENERE, ARCHIVIAZIONE CASO MAGLIETTE "CENTRO STUPRI",
“COSì SI CONSOLIDANO PESSIMI ESEMPI”

Presidente Roberto Calvani:
“Minimizzare e banalizzare le violenze non sarà mai accettabile”

“Gli adulti dovrebbero essere modelli positivi e insegnare che la violenza contro le donne, inclusa quella scritta e in qualche modo inneggiata su magliette e t-shirt, deve essere sempre condannata per evitare il consolidarsi di mentalità e comportamenti fuorvianti e devianti”. Nella categoria degli adulti rientrerebbero anche i pm. Certo, “non è compito degli psicologi commentare le archiviazioni e le sentenze, ma richiamare alle conseguenze sì”, dichiara il Presidente Roberto Calvani in relazione all'archiviazione decisa da un pm donna sul caso clamoroso delle magliette “Centro stupri” che aveva coinvolto l'estate scorso vari ragazzi del Friuli. Spesso la violenza contro le donne inizia in età adolescenziale. “Molte volte l’adulto che maltratta, picchia e usa violenza, potenzialmente potrebbe essere stato un adolescente che usava violenza, fisica e/o psicologica: la violenza 'si apprende' e si 'pratica' in famiglia, a scuola, nei gruppi dei pari”, spiega il Presidente che ricorda di stare ancora attendendo la definizione di precisi protocolli da concordare con la Procura di Udine e con i Pronto soccorso.

La vera sfida è quella di riuscire a “lavorare in prevenzione con le nuove generazioni, per riflettere insieme sui temi della violenza, del rispetto, del consenso affinché anche vicende da condannare come quella delle magliette con la scritta tremenda “Centro stupri” non capitino più e si comprenda che anche il solo minimizzare o banalizzare la violenza non è e non sarà mai accettabile”. “Se al comportamento sbagliato non corrispondono decisioni appropriate, il rischio è di vanificare la prevenzione e consolidare mentalità di fatto pro violenza”, conclude il Presidente.