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Tribunale dei Minori: gli Psicologi Fvg contro l'ipotesi di abolizione

“Sensibilità umana e professionale, patrimonio fondamentale da non disperdere”

In assoluto accordo con gli Ordini di diverse professionalità che in merito si sono già espressi, ed anche con l’Unione Nazionale Camere Minorili, anche il presente dell'Ordine Regionale degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia Roberto Calvani ha espresso il proprio assoluto dissenso in merito all’emendamento recentemente approvato dalla Commissione Giustizia alla Camera, che approva la soppressione del Tribunale per i minorenni e l’ufficio del Pubblico ministero presso il Tribunale per i minorenni.

“Si ritiene, infatti, che questa azione significhi non già una evoluzione bensì una regressione in materia di tutela del benessere preminente del minore – ricorda Calvani -. Tale “obbligo legislativo” prima ancora che morale, rischia di venire meno se gestito da una realtà quale la giustizia ordinaria che, per quanto altamente specializzata nel proprio ambito, non possiede la “sensibilità umana oltre che professionale” che invece si ritiene caratterizzare magistrati e professionisti che si dedicano specificatamente all’ambito minorile”.

Calvani rammenta inoltre che “molti sono anche gli psicologi impegnati come Giudici onorari nel mettere a disposizione le proprie competenze specifiche nella tutela dei minori”.

L'Ordine Fvg sottolinea anche che il tema della tutela del minore in ambito giudiziario costituisce oggetto di numerosi strumenti sovranazionali, a partire dalla Convenzione dei diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989 e nelle Osservazioni conclusive rivolte all’Italia, sul tema dell’Amministrazione della giustizia minorile, il Comitato ONU sollecitava già in passato l’Italia ad “adottare senza ingiustificate proroghe un ordinamento penitenziario minorile, a privilegiare pene sostitutive e altre misure alternative alla privazione della libertà, ad istituire un sistema di monitoraggio indipendente al fine di effettuare visite regolari ai luoghi in cui i minorenni sono detenuti”.

Per attuare queste norme, i Paesi che hanno ratificato la Convenzione ONU promuovevano leggi, procedure, tribunali e istituzioni destinate specificamente alle persone di minore età per rispondere ai bisogni di crescita e formazione dei ragazzi e delle ragazze in conflitto con la legge, bisogni che sono chiaramente e profondamente diverse da quelli delle persone già adulte.

“Per tutti questi motivi – ha concluso il presidente Calvani - il nostro Ordine Regionale sottolinea la propria netta contrarietà all’emendamento: siamo persuasi che le istituzioni sapranno ascoltare le voci dei portatori di interesse e della collettività retrocedendo quanto prima dalle posizioni assunte”.