Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito utilizza cookies propri per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Per maggiori informazioni visualizza le condizioni di utilizzo dei cookies.
Cliccando su OK, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookies.

Il nostro Ordine accoglie con fiducia l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni sul Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030.

Si tratta di un provvedimento atteso da oltre un decennio che riporta la salute mentale al centro delle politiche sanitarie pubbliche.

Un passaggio di rilievo anche per la nostra Regione, dove il rafforzamento dei servizi territoriali e la potenziale introduzione strutturale della psicologia di assistenza primaria rappresentano un’opportunità strategica per rispondere in modo più tempestivo e vicino ai bisogni dei cittadini.



Il Piano individua nella prossimità e nell’integrazione tra professionisti la chiave per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e garantire risposte efficaci alle persone, lungo tutto l’arco della vita.
Particolarmente significativa, anche per il contesto regionale, potrebbe essere l’introduzione dello psicologo di base e il riconoscimento della Psicologia di Assistenza Primaria come servizio stabile all’interno dei Distretti sanitari e delle Case della Comunità.

Una scelta che si inserirebbe pienamente nel percorso intrapreso dalla nostra Regione, dove è prevista l’apertura di circa una ventina di Case di Comunità, sei delle quali sono state inaugurate proprio nelle ultime settimane. Strutture destinate a diventare il perno dell’assistenza territoriale e della sanità di prossimità, soprattutto per le fasce di popolazione più fragili. In una regione come la nostra, caratterizzata da una forte attenzione alla sanità territoriale e da un progressivo invecchiamento della popolazione, la presenza strutturata degli psicologi nelle Case di Comunità potrebbe davvero fare la differenza.

Significa intercettare prima il disagio, ridurre il ricorso improprio ai servizi specialistici e offrire un sostegno concreto a famiglie, giovani, anziani e operatori.

Confidiamo dunque che questo nuovo Piano nazionale rappresenti anche per il Friuli Venezia Giulia una cornice entro cui consolidare e potenziare le buone pratiche già avviate. L’accordo è un punto di partenza importante; capiremo se sarà accompagnato con finanziamenti adeguati e continuativi, così da tradurre gli obiettivi del Piano in servizi reali e accessibili per tutti i cittadini. Come Ordine siamo pronti a collaborare con le istituzioni regionali per dare piena attuazione a questa svolta culturale e sociale.