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Convegno a Udine a cura dell'Ordine regionale degli Psicologi

L'indagine Istat 2014 ha mostrato un trend di peggioramento dello “stato di salute psicologica” degli italiani. Una conferma di quanto l’Istituto Superiore di Sanità aveva già evidenziato riscontrando un disturbo depressivo nel 7% della popolazione, con prevalenza tra giovani e donne. Le stime indicano che otto milioni di italiani soffrono di stati d’ansia, quattro di depressione, altri quattro hanno problemi di insonnia e oltre un milione soffre di disturbo post- traumatico da stress: in tutto, sono 17 milioni gli italiani che soffrono di un chiaro disagio psicologico. Ed una quota di questi sono bambini, ragazzi e giovani.

Ciò compromette non solo la qualità della vita e spesso l’attività lavorativa, ma comporta dei rischi per la salute fisica e dei costi economici. Infatti chi soffre di un disturbo psicologico è a rischio dimostrato per insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete, cancro, malattie gastrointestinali e immunitarie. Ed i presenza di depressione ed ansia in situazioni di malattia fisica i costi sanitari aumentano dal 35 al 115%.

Questa situazione, secondo i dati Oms (2008 e 2014) fa dei disturbi psicologici la più elevata voce di costo per la società in assoluto tra tutte le malattie, più delle patologie cardiovascolari, del diabete o del cancro singolarmente prese.

Si tratta di una realtà trascurata tanto che la stessa Oms nel Mental Health Action Plan 2013-20 auspica azioni più incisive per la prevenzione dei disturbi e la promozione della salute mentale. Secondo il Piano è di vitale importanza che nell’ambito delle politiche sanitarie, programmi e interventi siano mirati non solo ad affrontarli adeguatamente ma anche a mettere in campo programmi di promozione della salute mentale rivolta alla popolazione giovanile considerato che circa il 50% dei disturbi mentali esordisce prima dei 14 anni.

Infatti, se si escludono i disturbi psichiatrici più gravi, i disturbi psicologici vengono diagnosticati e trattati in media solo nel 30% dei casi e quando trattati ricevono spesso una cura poco appropriata fatta solo di farmaci (sempre di più anche nei bambini o adolescenti) e somministrati per lunghi periodi (con evidenti effetti collaterali). Il consumo di antidepressivi ed ansiolitici, secondo i dati dell’Agenzia Italiana del farmaco, è notevolmente aumentato in Italia negli ultimi dieci anni.

I vantaggi degli interventi psicologici

Tale situazione deriva da un crescente (e costoso) “gap” tra le evidenze scientifiche e cliniche e l’organizzazione sanitaria. Infatti oggi disponiamo di dati sufficienti per affermare l’efficacia ed i vantaggi economici della psicoterapia. Nel caso della depressione l’effetto della psicoterapia a medio-lungo termine (sia cognitivo-comportamentale che dinamica breve) è da due a tre volte superiore a quello degli antidepressivi. Ma anche strategie psicologiche di intervento precoce (nelle cure primarie) risultano efficaci e vantaggiose: brevi interventi (due-quattro incontri) in situazioni di depressione insorgente risultano nel 21% efficaci sui sintomi e nel 59% dei casi efficaci anche sui costi (per i costi successivi che evitano): quindi utili per otto persone su dieci ed anche vantaggiose per sei su dieci (Smit 2006).

Allo stato attuale sappiamo che i trattamenti psicologici sono efficaci e vantaggiosi in una ampia gamma di situazioni (depressione, ansia generalizzata e sociale, panico, disturbo ossessivo-compulsivo, fobia, dist. Bipolare, dist post-traumatico) e che spesso si ripagano da soli perché per ogni euro speso inducono minori costi che vanno da 1,3 euro (depressione post-partum),a 2 euro (disturbi somatoformi) sino a 97 euro (disturbi della condotta). In generale abbiamo una riduzione delle spese sanitarie del 17% a fronte di un aumento del 12,3% nei pazienti non trattati psicologicamente.

Dell'importante tema si tratterà, sabato 21 marzo, in un convegno organizzato dall'Ordine regionale degli psicologi a Udine, nella sala Paolino d’Aquileia, dal titolo “Esiti in psicologia e psicoterapia. La pratica clinica basata sulle evidenze. Favorire l'innovazione, l'efficienza del sistema Sanitario e soprattutto ridurre i costi attraverso il ruolo strategico dell’intervento psicologico.

“Abbiamo voluto fortemente organizzare questo convegno - spiega il presidente del Consiglio Regionale dell'Ordine degli Psicologi, Roberto Calvani - perché siamo convinti che attraverso interventi psicologici efficaci si possono produrre tangibili risparmi nel Sistema Sanitario. La figura dello Psicologo, assume un ruolo sempre più strategico anche di fronte all'incremento di malattie psicologiche determinate dalla crisi economica. "Per il governo della sanità regionale - prosegue Calvani -, l'impiego dello Psicologo è un investimento non una spesa perché siamo convinti che attraverso interventi psicologici efficaci si possono produrre tangibili risparmi nel Sistema Sanitario, che viene messo così nelle condizioni di poter migliorare l'appropriatezza e l'integrazione delle attività in una prospettiva di riduzione dei costi. In tal modo - continua Calvani - concetti come "umanizzazione" e "attenzione alla persona" possono uscire dal mero novero delle buone intenzioni e tradursi in operatività concrete ed economicamente virtuose".

Le relazioni saranno a cura di alcuni tra i massimi professionisti del settore tra cui David Lazzari, Gianluigi Carta, Giada Maslovarich e Paolo Lindaver.